6 feet under.
sono a letto. da solo. al buio.
vuoto.
i secondi me li lascio scorrere addosso.
fate pure. prego.
sono qui. e immagino. situazioni. momenti. meccanismi futuri.
sviluppare tutto in 1ora.
continuo a pensare a queste cose.
e sono terrorizzato.
sono a letto da solo.
e sono terrorizzato... dal futuro.
già so che dovrò soffrire.
e già so che non potrò mai spiegarmi.
nessuno può capire .
i problemi sono i miei.
infantile. reazionario. geloso di tutto e tutti.
ma anche stufo delle preoccupazioni.
meglio pensare a dormire...
degrees.
sarò differente.
guarda mi impegno da ora.
prendo fiato e tendo la mano.
apro la porta.
"posso?"
sono nella stanza.
nella stanza dove ho vissuto da sempre.
tutti i miei pomeriggi. alcuni molto tristi.
ma è tutto sottosopra.
anzi è tutto ruotato di 90°.
chi ci abita ora non sembra dare peso ad armadi esplosi, cassetti rovesciati, scaffali ormai vuoti.
la gravità ha punito la rotazione e l'inquilino muto vaga tra i resti senza dare peso alla confusione.
è tranquillo lui...
eh.io vi vedo tutti cosi!
da una prospettiva diversa.
ecco come passo i miei giorni.
ginnastica maxillofacciale.
vedi.apro la bocca.
e la richiudo.
ritmicamente trattengo parole più grandi di me.
della situazione.
non vorrei sbagliare. illudere. me stesso.
e nel buio non si nota.
per fortuna.
ammetto che ora non basta tutta la fantasia che ho.
per immaginare qualcosa di diverso.
per colmare i vuoti che sento in certi secondi...
spesso mi capita di sentirmi di pomeriggio la persona più sola del mondo.
di notte invece la più felice del mondo.
e la mattina dopo quella più inutile.
7 minutes far away.
ore 22:15. io sono sul letto.
sento tutto il mio peso.
ammiro il cuore straripare.
cullo tra le braccia una risposta.
che non arriverà mai.
poi comincio a cercare.cerco tra tutte le parole.
qualcosa di concreto.un segno di importanza o dolcezza.
ma non trovo niente.
e io avevo solo questo per sedare noie e insicurezze.
la cosa peggiore è il dubbio.
il dubbio di essere infantile/immaturo/oppressivo.
sono cosa impossibili da definire.
ore 22:25. mi alzo.mi trascino. accendo la luce.
e scrivo su questa pagina.
forse anche lei si annoia...
mentre viene solcata con la penna da queste parole.
ore 22:30. mi alzo. prendo la chitarra.
magari esce qualche nota con cui potrei definire.
e invece le solite cose. i soliti ostacoli.
sono quasi al limite. per cosa poi?
22:38 arriva un messaggio.
e devo interrompere questa cronaca.
tutte queste parole non hanno più senso.
prendo il foglio e brucio tutto.
qui brucia tutto ormai.
ciderma.
non conosco bene i movimenti.
i tempi. le attese. e le conclusioni.
ma il mio cuore batte. con il tuo...
ora sappi che ho immagini ricorenti.
di te.del breve passato.
e mi manca il respiro. figurati...
sono già caduto giù.
sul fondo del tuo oceano.
che sembra infinito.
down by the water[for the first time].
basta un po’ di umidità sul tuo collo per avere il coraggio di infrangersi sulle tue labbra.
poi ti sento rovinare su di me senza freni.
sono nel punto in cui qualsiasi cosa succederà, bella o brutta, so che ci sarà da soffrire prima o poi.
le azioni si compiono con un minimo di forza di volontà.
i sentimenti invece accadono casualmente .
come le persone.
ed è cosi difficile ritrovarsi.
legarsi.
accettare di sentirsi incompleti la mattina dopo.
stai pensando siano cose da “il tempo delle mele” vero?
ma io vorrei essere qualcosa.
qualcosa di speciale. per te.
e viceversa.
forse sarebbe un duplice omicidio. premeditato.
ma penso si possa morire affogati per un cm2 del tuo cuore.